• Chiara Sicuri

Oversplit: è davvero importante per avere successo nella danza?



L’ oversplit è una spaccata nella quale le gambe si trovano a un’apertura di oltre 180 gradi.

Molti di coloro che sognano un futuro di successo nella danza desiderano raggiungere al più presto un'elasticità estrema: credono che sia il segreto per aprire le porte a una lunga e brillante carriera. Così si impegnano strenuamente per vincere i limiti del proprio corpo.

Sul web sono sempre più diffusi i tutorial di ragazzine con aperture delle anche impressionanti: in pochi minuti insegnano routine di overstretching per ottenere lo stesso risultato. Appoggiano i piedi su sedie, cuscini o mattoncini e lasciano cadere il bacino nel vuoto… sembrano contorsioniste.



Sfortunatamente, però, allungare le anche oltre il loro limite fisiologico porta al rischio di un danno permanente: qualsiasi allenamento della flessibilità richiede un approccio intelligente e multifattoriale per garantire una carriera lunga, performante e senza dolore.

Gli studenti desiderano ardentemente raggiungere prestazioni strabilianti. È nostra responsabilità aiutarli ad allenarsi nel modo più sicuro possibile, cosi come educarli a valutare i loro obiettivi in relazione alla carriera che scelgono.

Esistono rischi reali per un training che non rispetta la fisiologia, ma non sempre è facile farsi capire, dato che gli effetti possono essere visibili solo diversi anni dopo la pratica scorretta…


Quali conseguenze può avere forzare un oversplit?
Quali conseguenze può avere forzare un oversplit?

Ricorderò sempre la storia di una mia pz, una giovane danzatrice che a 10 anni iniziò a lamentare dolore alle anche.

La sua insegnante le diceva che era normale provare dolore. Le prime lastre non mostravano nulla, ma poiché continuava ad avere male, le ripetè a 13 e a 14 anni. Le ultime mostrarono per la prima volta i segni di una modificazione della forma delle ossa dell’anca (per gli addetti ai lavori “pincer type impingment”): era dovuta alla ripetuta e prolungata compressione dell’articolazione con lo stretching estremo.

Sono passati alcuni anni e continua a danzare: per ora gestisce il dolore con infiltrazioni e una costante riabilitazione, ma, prima o poi, dovrà sottoporsi a chirurgia.



Ho assistito negli anni a un grande miglioramento nella qualità dell’insegnamento a giovani danzatori e atleti: tuttavia, esistono ancora realtà che sostengono questo tipo di stretching estremo, i social in primis.

Ho imparato sul campo che esiste il modo per procedere in sicurezza, ottenere la flessibilità in ogni direzione e raggiungere il risultato.

Forzare semplicemente un oversplit è sbagliato e molto pericoloso: significa cercare il risultato immediato e non vedere le conseguenze a lungo termine.